
Non muoverti.
Continua ad accarezzarmi senza andare oltre per adesso. Il mio corpo aveva un tale bisogno di queste mani che ora, mentre s'insinuano coraggiose in esso, ti chiederebbe di continuare in eterno. Abbiamo tutta la sera. Non avere fretta, per favore. So che hai bisogno di entrare, di avanzare in me con la tua robustezza che mi fonde con il suo calore e l'irruenza.
Ti chiedo solo un altro po' di questa delicata tortura. Mentre sento che stai quasi per entrare ma ti fermi a perlustrarmi tutta, ancora, controllando che tutte le mie forme siano saporite come immaginavi, soffici come desideravi.
Mi lascio accarezzare, mentre scolpisci sulla pelle forme che vedi solo tu, strade che non ti indico ma che prendi con avidità, adesso con forza, fretta.
L'aria che ci accompagna, in quest'istante prolungato d'attesa alla soglia, è intrisa dei miei odori. Essenza che generi con la tua abile tenacia.
Mi allarghi le gambe con una leggera spinta della bocca. Intuisco e non ostacolo. Mentre stringevo i denti sulle labbra avrei voluto chiedertelo, implorarti quasi di fare quello che adesso stai per fare. Annusami per favore, assaggia alla fonte il mio desiderio di te...
Ma non lo fai e io non ho coraggio, perchè mentre mi abbandono alle tue voglie, mentre ti sto concedendo il corpo che per mesi ho negato a chiunque, sento di essere incapace di dire qualsiasi cosa, per paura di ritornare in me e pentirmi.
Non voglio pentirmi di te. Sei qui e i miei sensi ti ringraziano. Non voglio mandarti via. Devo tacere. Guardarti, sorriderti, toccarti, baciarti senza moderazione, con la lingua che ti lava come se non avesse mai sentito sapore migliore. Non impedirmi di ansimare, è l'unico mezzo che posso per comunicarti quanto mi piace. Quanto mi piaci tu.
Non lo fai ma fai di peggio. Sai che lo voglio e allora ti concedi il lusso di provocarmi, di farmi desiderare che la tua lingua affondi tra le gambe tremanti, senza mai arrivare. Mi sfiori appena, mi scaldi con il respiro forte, urgente, per poi allontanarti ancora, a mordermi le cosce, a leccarmi ovunque più vicino possibile alla parte di me che ti chiama, ti pretende.
In qualche modo mi stai infliggendo la pena che io ho dato a te prima, entrando in casa, chiedendoti di non penetrarmi subito. Sentivo la tua urgenza di avermi, perchè tutta la sera seduta al tavolo ti avevo permesso ti toccarmi e in strada quando mi avevi abbracciata da dietro incollando il tuo corpo al mio, per farmi sentire cosa ti avevo provocato, ridendo ti ho preso una mano facendola entrare dalla scollatura e ci siamo baciati così, con il mio viso voltato verso di te e le tue mani che mi esploravano, vestita, in mezzo alla via. Il tuo corpo che spingeva i miei fianchi.
Mi volevi subito, mi hai spinta sul tavolo e...ti ho chiesto di aspettare.
Ora la tua vendetta straziante è una condanna che devo subire, sperando che non duri troppo.
Quando senti quell'urlo ridicolo che emetto, di eccitazione e rabbia, ti fermi. Ti allontani. Sei bellissimo, nudo con il pene in massima erezione. Io mi siedo, sul tavolo dove mi lasci. Nuda e in bilico tra la voglia e il pentimento.
Anche stavolta non mi dai il tempo di riflettere. Mi prendi per i fianchi e mi metti giù. Sono in piedi e ti guardo, vedo lo sguardo che hai in questo momento. Divertito eppure serio, la fronte corrugata e le labbra umide accennano un sorriso.
Mi volti d'un tratto dall'altra parte, mi guidi ad appoggiare le braccia sul tavolo e mi piego. Mi allarghi le gambe ed entri, stavolta in fretta, senza lasciarmi il tempo di respirare. Sono talmente bagnata che non fai fatica e allora ne approfitti affondando dei colpi potenti, fino alla fine. Mi sbatti. In realtà è questo quello che stai facendo. Volevo dolcezza ma non te l'avevo chiesta fino alla fine. Ti perdono quest'inganno mentre godo, così, velocemente e senza avvisare. Stupisco anche me urlando così forte, non mi scuso. Ti volevo così tanto che adesso non mi controllo.
Mi liberi per un attimo e mi guidi per terra. Il pavimento è tiepido e liscio. Io ormai sono disposta a tutto pur di dimostrare a me e a te che non sono un'inesperta. E' stato solo un incidente quell'orgasmo così istantaneo, come una vergine che scopre il sesso per la prima volta e scoppia di un piacere di stupore.
Mi prendi subito per terra, spingi dentro di me per poi uscirne, e cambi una posizione dopo l'altra. Fai tutto tu. Te lo puoi permettere stasera, lo sai. Sono fuori di me. Ti sto regalando più orgasmi del dovuto, ma mentre di sento godere, penso che non ne ho avuto ancora abbastanza.....
Mi sveglio tra lenzuola sudate. Ti ho sognato anche stavolta.
Quali delle due Donne sarò oggi?


